Ingredienti per una buona UX (parte prima)

by Beatrice Bottoni

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In questo post ci addentriamo maggiormente nel tema User Experience design e cercheremo di definire una “ricetta” per una offrire una buona UX ai visitatori del proprio sito partendo dal definire quegli ingredienti, per noi imprescindibili, per raggiungere al meglio i propri obiettivi di business.

Il primo step riguarda assolutamente la definizione di tali obiettivi: supponiamo che il nostro sito abbia come fine creare brand awareness: prima di tutto dobbiamo lavorare su contenuti editoriali validi e una loro organizzazione in una struttura chiara e definita. Articoli, blog post, review e video riguardanti i prodotti/servizi offerti, ma anche notizie e curiosità sul brand e la sua storia possono essere dei buoni elementi di partenza.

Date queste premesse, quali sono alcune linee guida che un sito con finalità di branding dovrebbe assolutamente seguire per offrire agli utenti una UX ottimale?ricettablog

1. Qualità dei contenuti: riprendendo il discorso riguardo ai contenuti editoriali adeguati, la regola principe è “less is more”: va bene un sito ricco di informazioni e contenuti, ma bisogna stare attenti a non sovraccaricarlo, disorientando gli utenti o addirittura infastidendoli. Gli strumenti Analytics vengono in vostro aiuto anche in questa fase iniziale: capire chi può essere la vostra audience, che ha cercato il vostro prodotto/servizio online, andando di conseguenza a definire i contenuti del sito. Particolarmente preziose sono le informazioni demografiche (sesso ed età dei visitatori) che permettono di identificare in maniera accurata la propria audience e definire i contenuti del sito:

  • nel caso in cui il nostro pubblico sia maggiormente “rosa” potremmo lanciare un contest sui social a prevalenza femminili (ad es. Instagram)
  • nel caso in cui i visitatori siano prevalentemente uomini potremmo focalizzarci maggiormente su dettagli tecnici relativi al prodotto
  • nel caso di un’audience giovane possiamo prevedere l’inserimento di contenuti video o games

2. La velocità è una caratteristica fondamentale non solo in termini di caricamento del sito, ma anche a livello di task da portare a termine e di qualità dei contenuti. Non devono essere soltanto ben targetizzati, ma anche di facile fruizione: perché inserire molti video, carousel di immagini e contenuti altamente interattivi se, ad esempio, quasi i 2/3 dei nostri visitatori navigano da dispositivi mobile?
Nel 2013 Amazon ha dichiarato sulla base dei loro dati che ogni 100 millisecondi di caricamento del sito si perde l’1% delle vendite.
Questo vale sicuramente per un sito di e-commerce, ma anche nel caso di un sito vetrina sono fattori che possono portare gran parte dei vostri utenti a “rimbalzare”.

3. Keep it simple. Gli utenti tendono a spazientirsi molto rapidamente ed una volta che sono sul sito vogliono ottenere le informazioni che cercano nella maniere più semplice e veloce possibile. Ovviamente non tutti cercano le stesse informazioni per cui è importante trovare un equilibrio tra tutti gli elementi.
La presenza di “scorciatoie” come la ricerca interna può essere una buona idea nel caso di siti con path di navigazione molto articolate.
Per quanto riguarda elementi come la newsletter invece possiamo seguire alcune buone regole:

  • semplificare al massimo il processo di registrazione richiedendo solo i dati essenziali come la mail e non ad esempio dati personali
  • evitare redirect su altre pagine, gli utenti vogliono rimanere sui contenuti che hanno scelto di visualizzare e non perdersi tra le form
  • inserire direttamente accanto alla form due bottoni di invio dell’iscrizione già differenziati per categoria, nel caso in cui ci siano diverse categorie di prodotto (uomini piuttosto che donne, abbigliamento sportivo piuttosto che attrezzi da palestra)

4. What you see is what you get: ad ogni azione deve corrispondere una reazione chiara e definita, evitate di mettere bottoni che non rimandano a nessun contenuto o che non danno nessun feedback (che un’interazione sia corretta o meno).

Ad esempio, a volte vediamo siti, anche con un design accattivante, che suggeriscono di compiere una determinata azione (“clicca qui”, “scarica pdf”, “aggiungi al carrello”) – cliccandoci sopra però non accade assolutamente nulla. Ciò non vuol dire che l’azione non sia stata compiuta (a meno che non ci siano dei bug) ma non è stato implementato un sistema di notifica del compimento dell’azione. Ciò può confondere ed innervosire gli utenti, che proveranno a cliccare più volte sul pulsante, aspettandosi qualcosa.
Se ad esempio pubblicate un’immagine con il tasto play, ovviamente gli utenti cercheranno di cliccarvi sopra: fate attenzione a dare un giusto significato ad ogni contenuto in modo da non confondere gli utenti.

Indentificare un possibile disorientamento degli utenti è semplice se si utilizzano strumenti di web analytics: implementando il tracciamento degli eventi è infatti possibile monitorare il numero di eventi unici compiuti. Attenzione quindi al rapporto fra gli eventi totali e quelli unici: se ad esempio è di 1:4 significa che in media un utente ha scatenato 4 volte lo stesso evento e ciò è un possibile sintomo di confusione (ad esempio manca un feedback o viene visualizzato un messaggio di errore).

Tutti questi elementi possono sicuramente aiutarvi a ottimizzare la vostra UX, ma oltre gli ingredienti (ben scelti e di qualità) è essenziale seguire la ricetta: in questo caso, gli ingredienti vanno inseriti in un processo di ottimizzazione continuo, che parte appunto dalla definizione degli obiettivi, passa dalla misurazione performance, la loro valutazione in un’ottica di continuo miglioramento e ottimizzazione della UX, per l’appunto.