UX e “buon design”, non è solo questione di buon gusto!

by Beatrice Bottoni

facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedintumblr

E’ molto probabile che via sia capitato di sentire parlare in ambito digital di User Experience (UX) – in realtà si tratta di un concetto molto più ampio, applicabile a qualsiasi contesto – apparso per la prima volta già nella metà degli anni 90′.

Come afferma Donald Norman, che per primo ha coniato questo termine, per UX si intende l’esperienza dell’utente, che comprende tutti gli aspetti di interazione con l’azienda, i suoi servizi e i suoi prodotti dei cosidetti utenti “finali”, ossia quelli per cui tali beni e servizi sono stati pensati e progettati.

Come è facilmente intuibile, questo concetto riguarda i pensieri e le sensazioni di un individuo nei confronti di un sistema, qualsiasi esso sia su aspetti come l’utilità, la semplicità di utilizzo, l’efficienza e la “desiderabilità” del sistema. L’utente e le sue percezioni sono quindi al centro di questa disciplina, per cui si parla quindi di “user-centered design“.

Prima di passare al contesto digital (sicuramente di vostro interesse, se siete qui :) ) partiamo da un esempiocaffettiera-masochista piuttosto distante dallo scenario web – la caffettiera che vedete nell’immagine. Provate ora ad immaginare un utente che provi a versare il suo caffè bollente dalla suddetta caffettiera… oltre ad alcune parole non ripetibili :D, sicuramente si chiederà chi abbia potuto progettare un oggetto tanto insulso, per quanto possa essere  visivamente gradevole. Il punto è proprio questo: l’oggetto non è stato pensato secondo un approccio “utente-centrico” e lo schema mentale del progettista (in questo caso sicuramente discutibile) non coincide assolutamente con quello degli utilizzatori “reali” dell’oggetto. Questo è un esempio di un oggetto sicuramente assurdo, ma quante volte vi viene naturale tirare una porta anziché farla scorrere, oppure sbagliare in continuazione il pomello quando provate ad accendere un determinato fuoco della cucina?

Passiamo ora la questione al lato digital… quante volte vi sarà capitato di visitare un sito web e definire l’esperienza “frustrante”? Magari avete dovuto scorrere tutti i sotto menu per trovare una sezione del sito, oppure avete lottato per aggiungere un articolo al carrello e concludere l’ordine.

Questo generalmente avviene perché il sito non è intuitivo e richiede quindi uno sforzo cognitivo extra all’utente; errori di questo genere non sono solo tipici dei siti di piccole organizzazioni, ma anche di grandi brand.

Per evitare di incorrere in questi errori è fondamentale seguire alcune linee guida di buon design (esistono anche raccolte disponibili in rete); la scelta di quali utilizzare dipende chiaramente dalla tipologia del vostro business e dai vostri obiettivi.

Nel prossimo post vi segnaleremo una selezione di quelle che, secondo noi, sono le linee guida imprescindibili che il vostro sito dovrebbe assolutamente seguire (sia che si tratti di un sito istituzionale che di un sito e-commerce).

Intanto però, nel caso in cui vi stiate chiedendo se il vostro sito offra una UX adeguata ai vostri utenti, potete dare uno sguardo ad alcuni “campanelli di allarme”: grazie agli strumenti di web analytics siete in grado di monitorare metriche quali il bounce rate e il tempo medio sul sito.

  • Generalmente, un bounce rate alto può essere sintomo di scarso design: un utente è atterrato sul sito, ma a causa di un layout caotico, un sovraccarico di contenuti e percorsi di navigazione poco chiari abbandona il sito senza addentrarsi nella navigazione.
  • Nel caso del bounce rate, il discorso è piuttosto intuitivo mentre per quanto riguarda invece il tempo medio sul sito, spesso si crede (erroneamente) che più elevato è tale valore, più gli utenti erano interessati ai contenuti proposti.

Ciò può essere valido nel caso in cui il sito proponga numerosi contenuti editoriali, invece nel caso di un sito di e-commerce se gli utenti passano un tempo significativamente elevato sulla pagina di selezione del prodotto piuttosto che della registrazione, potrebbe essere sintomo che stanno facendo fatica a trovare ciò che cercano, oppure hanno difficoltà a procedere lungo il funnel?